QUESTIONE DI …PELLE!!
DIVENESSERE OLTRE, immagine e stile

QUESTIONE DI …PELLE!!

La sfioriamo, la tocchiamo, la maltrattiamo, spesso ce ne dimentichiamo e senza, siamo estremamente vulnerabili.

BIOLOGICAMENTE parlando la pelle è un MERAVIGLIOSO organo complesso.

La sua parte più esterna chiamata epidermide è nata dallo stesso foglietto embrionale del cervello chiamato ectoderma

e proprio come un cervello che si affaccia sul mondo, il nostro più esteso organo ci copre proteggendoci da virus e batteri, ci isola e ci aiuta ad espellere tossine, ci fa percepire meravigliose o terrificanti sensazioni fisiche.

Danza con noi nel suo continuo cambiamento come un ciclo lunare, dove le cellule epiteliali si rinnovano ogni 28 giorni circa.

SIMBOLICAMENTE

È il nostro ponte, IL PUNTO D’INCONTRO tra il nostro dentro ed il fuori, ponendo un confine ma anche un limite ed un filtro.

Se la osservi,

dev’ essere solida tanto da impedire l’ingresso a cosa non vogliamo far entrare, e permeabile il necessario per farci comunicare con il mondo, come analogamente possiamo pensare alla nostra pelle psichica.

Questa meravigliosa parte di noi, deve coniugare un aspetto contenitivo ed uno protettivo, ma anche recettivo e comunicativo.

OGNI MANIFESTAZIONE SULLA CUTE VUOLE COMUNICARE CHE C’E’ QUALCOSA DI NOI IN CONFLITTO COL MONDO ESTERNO

Il conflitto Spesso è inconscio ma può essere anche qualcosa di cui siamo consapevoli, qualcosa che non possiamo esprimere liberamente perché temiamo un giudizio o non vogliamo deludere chi ha aspettative diverse dalle nostre.

Quando un disagio si manifesta sulla pelle del viso, quindi sulla parte che mostriamo maggiormente all’esterno, vuol dire che il bisogno di comunicare al mondo la nostra sofferenza è maggiore, rappresenta il nostro urlo manifesto là dove non abbiamo voce per esprimerci.

Macchie, rossori, sfoghi e segni che non riusciamo a risolvere con i rimedi tradizionali ci dicono molto se sappiamo interpretarli, possono essere come indizi della preziosa mappa del tesoro che nascondiamo intimamente dentro di noi.

La pelle respira.

Pensiamoci tutte le volte che affrontiamo un luogo o una persona e tutte le volte che la puliamo ricordiamoci che abbiamo un’occasione per liberare i nostri pori non solo dallo sporco (trucco, smog e sebo) ma anche da quella pesantezza in cui siamo entrati in contatto.

In antichità si credeva che i pori fossero meccanismi di scambio e per evitare occlusioni si facevano saune, massaggi e si usavano unguenti.

Avere cura della pelle diventa un modo per proteggere e curare non solo la nostra superficie ma anche il nostro spazio interiore. Aiutarla ad espellere tossine, consapevolmente ci aiuta a buttare fuori anche quello che ci ha intossicato psichicamente. Così quando troviamo una reazione diffusa può servire chiedersi chi o cosa ci ha irritato.

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