PANTONE 2020
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PANTONE 2020

Perché il colore di quest’anno è DAVVERO utile a tutti?

La moda si sa, cerca sempre nuove strategie per reclutare addict più o meno consapevoli, ma questa volta ha fatto centro con il Classic Blue 2020!

Ma perché indossarlo, usarlo e circondarsi di blu, oltre la moda?

Antico come il mondo si trasforma in un alleato estremamente moderno e contemporaneo, se adottato da chi vuole rompere il giogo dell’inganno, in quest’epoca di comunicazioni pilotate dalle strategie di marketing, dove tutto ed il contrario di tutto vengono urlati pubblicamente, alterando con abile maestria i punti di vista, secondo il vento che si vuole far tirare.

Quindi?

Blue quando la paura verso un futuro incerto ci attanaglia le viscere facendoci mal vivere il presente.

Blue quando il “politicamente corretto” segue la corrente a flussi alterni, spesso obnubilando il realmente corretto.

Blu quando l’ansia da prestazione ci impedisce di essere chi siamo davvero, confondendoci con modelli artificiali costruiti da guru improvvisati, che hanno come unico valore il facile guadagno e una visione di morale edulcorata dal: ormai tutto è già visto.

BLUE!

Elegante sempre, nelle sue varianti dal cobalto al blu di Prussia, con una nota di vivacità verso l’oltremare,

da sempre come un mare sconfinato e placido, ci suggerisce calma, sicurezza, affidabilità e benessere, inducendo la freschezza mentale che proviamo mentre ci perdiamo osservando un cielo limpido.

Il Blue, ci prende dolcemente per mano, riportandoci alla verità essenziale del sentire più profondo, oltre il rumore mediatico eccessivo, che ci bombarda in ogni istante ed ovunque ci troviamo.

Usiamolo quando dobbiamo affrontare qualcuno e vogliamo che la comunicazione sia riflessiva e ponderata, supportata dall’ uso consapevole delle giuste parole (non ha caso è il colore più usato dai conferenzieri),

perché come fa l’acqua con il fuoco, questo è il colore è adatto a trasformare quel qualcosa che rode l’interno quando brucia la rabbia e il risentimento facendoci perdere il rispetto e l’educazione del giusto parlare.

Usiamolo quando vogliamo sentirci dei Re e delle regine come lo usavano i regnati d’Europa in passato vista la sua difficile reperibilità, o prima ancora dagli antichi egizi che lo amavano come amavano il lapislazzulo che ne conteneva il colore.

Apprezziamolo come non fecero gli antichi romani che lo identificarono con i barbari venuti da lontano. Ricordandoci che il suo potere sopito per secoli non si è mai placato, riportandolo al successo prima con le vetrate delle chiese e nella scelta del colore del mantello della Vergine, e successivamente quando nel 1700 si riuscì a riprodurlo chimicamente e su larga scala, facendolo trionfare in tutte le sue declinazioni, con il successo che permane ancora oggi.

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